Il cuore si riempie e il sangue scorre nelle vene.
Andamento regolare. Sembra tutto perfetto dentro e fuori.
Il silenzio e il fluido riempiono ogni vaso sanguigno, caldi, spessi, morbidi. Il sangue raggiunge ogni capillare ramificandosi tanto velocemente quanto gli schizzi di un barattolo di vernice su una parete appena imbiancata.
Silenzio. Respirare e inspirare. Poi un boato improvviso, che nessuno sembra sentire a parte te. Tutto trema, costante e interminabile.
Il cuore esplode e il sangue fatica a incanalarsi.
Una deflagrazione e tutto si riduce a migliaia di piccolissimi frammenti irregolari. Ogni pezzettino di questo muscolo vitale si attacca alla cassa toracica, alle ossa, ai polmoni. E bisogna continuare a respirare, malgrado il dolore. Bisogna continuare ad ascoltare, malgrado il dolore. Bisogna continuare a sentire, a camminare.
Devi continuare a vivere, anche se sei morto dentro.
"..Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è.."