mercoledì 4 novembre 2009

Sorridendo

Eccomi nuovamente qui, a distanza di troppo tempo, al contrario di quanto riprometto di fare ogni volta -.-.
Nell'ultima settimana ho fatto di tutto, dalla zucca di Halloween di cui sono entusiasta come una bambina delle elementari, alla visione di film retrò come "A piedi nudi nel parco" (stavo scrivendo "A piedi nudi nel campo" :D) o il primo episodio de "La Pantera Rosa" (di cui ho retto appena un quarto d'ora prima di addormentarmi miseramente).
Ho anche cominciato un puzzle di Anne Geddes da 900 pezzi, di una complessità disarmante e per questo ringraziamo il genio di Giulia che tra tre a disposizione ha scelto quello più difficile (probabilmente per vendicarsi dalle innumerevoli sconfitte a UNO).

Sto sorridendo tanto e ne avevo bisogno. Mi piace sorridere e mi piacciono le persone che fanno altrettanto. Stanotte non riuscendo a dormire pensavo proprio a questo e mi sono resa conto che la maggior parte delle persone che conosco, le più strette che ho accanto, sorridono spesso. Altre invece non lo fanno mai e sembrano perennemente arrabbiate con il mondo.
Credo che il segreto del successo e della soddisfazione dipenda in gran parte da questo, dalla capacità di sorridere (non che io viva in un mondo fatato, intendiamoci ;) ).

Ho anche ricevuto in regalo l'ultimo cd di Carmen Consoli: a parte una canzone in siciliano, il resto dell'album è molto "cantautoriale-impegnato", forse ancora "troppo" per me. Ma apprezzo la costanza. Di seguire il proprio istinto e desiderio musicale indipendentemente dalle richieste e aspettative di un pubblico ormai vasto.

Credere.
Credere e sorridere. Ecco la chiave di tutto.



PS: Franza, so che prima o poi mi leggerai.. prima di Dicembre sono da te e se non dovesse succedere sei autorizzata a denigrarmi più del solito. In ogni modo possibile :D

martedì 6 ottobre 2009

Blablabla

Allora.
Qualcuno potrebbe cogliere l’opportunità per ribadire il mio essere “pistina” (precisa), ma grazie a dio, oggi, questa (irritante? :P) caratteristica è stata fondamentale ai fini della mia incolumità.
Partiamo dal fatto che una massa di bassa pressione, conosciuta ai più con il nome di “nuvola fantozziana”, sta perseguitando la mia vita e quella di una persona a me molto cara: “la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo” come diceva il retro di un quaderno del mitico Lupo Alberto. Insomma, è un paio di giorni che le cose non vanno benissimo, ma non lamentiamoci troppo.
...
Però una lamentela voglio farla cavolo :D.
Allora mi lamento della qualità della sanità italiana, e non dite che è come sparare sulla croce rossa (ok ok, non potrebbe esserci citazione migliore :D).
Sono andata un paio di volte al pronto soccorso nell’ultima settimana, con i seguenti risultati: la prima volta cercavo di spiegare il mio stato di salute a una dottoressa che scriveva sms e si lamentava di avere pazienti anche la sera (e poverina, capiamola, questi malati ne inventano una più del diavolo per passare il venerdì sera all’ospedale..che mattacchioni!); la seconda volta invece (oggi) mi sono ritrovata con una ricetta di un medicinale diverso da quello prescritto nel referto della dimissione. Rendiamoci conto.
A pensarci, nel mio caso è anche andata bene, mi sono accorta dell’errore e si è tutto risolto.. ma se al posto mio ci fosse stata una nonnina di 80 anni, dico, chi si sarebbe accorto dell’errore?

Per oggi basta dai.
Una lamentela al giorno toglie il medico di torno (grazie a dio :D).

martedì 22 settembre 2009

Sono tornata.
(Ma se volete riparto :D)

venerdì 28 agosto 2009

Pop - perno

Il seguente post è scritto il collaborazione con l’individuo X, innominabile genio del seghetto per metalli. Le parti in corsivo sono scritte dal suddetto genio, per distinguersi dal popolino (leggi: Giorgia).

Non so quanti di voi abbiano avuto a che fare con un perno spanato o robe simili. Io sì. Ed è stato un trauma,dato che nel corso degli anni ho maturato una dipendenza psicofisica (e psicopatica) da pattini (definizione altamente tecnica :D). Insomma un trauma che mi ha accompagnato fino a ieri, giorno in cui, finalmente, ho (abbiamo) posto fine alla triste vicenda. Ma andiamo con ordine.

Giorno 1
L’individuo X., convalescente da un attacco di influenza di metà agosto unito al caldo torrido moncalierese, si reca su mia indicazione alla ricerca di un negozio che possa risolvere il problema che mi attanaglia (e attanaglia anche la mia pazienza da ormai secoli): sfilare un perno, con tanto di testa spanata, e di conseguenza la ruota, da un pattino del valore di 170 euro (senza rovinare il carrello, cioè i due assi di acciaio all’interno dei quali vengono inserite le 4 ruote in linea).
In tutto questo, che io mi trovassi in ufficio al fresco, in attesa di concludere l’ultimo giorno di tirocinio, ha fatto alquanto alterare l’individuo X.
:D

Il punto di vista dell’individuo X: immaginatevi il 17 agosto in città, scenario che definire post-atomico è poco. Immaginatevi il caldo, e immaginatevi anche di essere reduci da qualcosa come due settimane di malanni e medicine pseudo-cortisoniche-antibiotiche-tachipiriniche varie. Immaginatevi le 5 di pomeriggio, immaginatevi una pressione massima di tipo 62 (come i gradi all’ombra praticamente), immaginatevi un altro individuo che dal fresco della sua poltrona refrigerata dall’aria condizionata vi dice “vai in Corso Blabla”. Voi andate e il negozio che cercate manco esiste. “Allora vai in Via Blablabla”. Nel frattempo dovete cambiarvi maglietta 8 volte per evitare la broncopolmonite.

Di seguito il dialogo con il negoziante:

Individuo X “Scusi, sto cercando un modo per sfilare questo perno senza rovinare il carrello. Si può spaccare tutto, ruota e perno compresi, l’importante è, appunto, che non si rovini il carrello.”
Negoziante A:“Ma che marca è?”
Individuo X: *tira fuori il pattino*
Negoziante A: “Guardi, si faccia arrivare il carrello da internet che glielo rompo e glielo sostituisco con quello nuovo” (O.O)
Individuo X:…
Negoziante A: “Comunque siamo chiusi” [da aperti o.O]
Individuo X:“Ah bene ben, grazie. Arrivederci” (o.o)

Giorno 2
L’individuo X. e la sottoscritta si recano fuori Torino per una breve vacanza. Giunti a destinazione decidono di raggiungere il più vicino negozio di fai da te del luogo. Entrando, sono accolte da un nuovo negoziante che alla vista del pattino scuote la testa rassicurandoci enormemente.

Negoziante B: “Eh - scuote la testa - per un problema così ho dovuto buttare via un paio di pattini da 600 euro.” (se bucava una gomma buttava tutta la.. brum del mm – ha un pss nella mm)
Io: “Ecco, ottimo. Che ci consiglia di fare?”
Negoziante B: “Prendete questa brugola un po’ più grande, infilatela nella testa del perno dando due belle martellate e provate a girarla per sfilare il perno. Se non funziona ci vuole un estrattore. E via.” (un estrattore e che Dio ce la mandi buona, direi)

Oltre a non avere la minima idea di che forma abbia un estrattore, né tanto meno troppa fiducia in quest’ultima soluzione, decidiamo di provare un’altra strada. Un’altra nuova e fantastica strada… il SEGHETTO AD ARCO. (Ah, si chiama così? Interessante) Così, dopo aver progettato (IO progettavo, mentre lei criticava i progetti, pistina come al solito) il modo di segare a metà il perno e quindi sfilarlo con qualche colpetto di martello, iniziamo l’opera pratica.In questo modo.. (perdonate il disegno da asilo nido :D):







Vi starete chiedendo (secondo me non se lo stanno chiedendo, ancora grazie se ci arrivano a questo punto del post :D) il perché del primo taglio: semplice. Prima di tutto andare di seghetto su una circonferenza che ruota non è il massimo per le dita di chi regge il pattino (che sono state accuratamente tutelate durante tutto il processo), seconda cosa all’interno della gomma della ruota c’era un anello più sottile fatto di plastica. Segarlo per la lunghezza sarebbe stato quasi impossibile.
Tenete conto che all’interno della ruota ci sono un distanziale (in un materiale non meglio identificato), al centro, e due cuscinetti. La nostra fortuna è stato appunto il distanziale: segare a mano un cuscinetto sarebbe stato MOLTO MOLTO più impegnativo, se non impossibile.
[complimenti per il disegno comunque.]

Ora le foto del corpo del reato..









..e il perno segato (e sfilato..) con vicino il distanziale, anche lui segato:









...e il carrello libero, prima della pulizia ;)






martedì 7 luglio 2009

Il "passo alla Michael Jackson"

In questa giornata in cui la maggior parte del pianeta è intenta a dare l’ultimo saluto all’ormai incoronato Re del Pop, anche io voglio omaggiarlo (e omaggiarvi :)) con una piccola curiosità.

Come molti sapranno, Michael Jackson, oltre ad essere noto per la sua musica, per gli scandali giudiziari e le numerose operazioni chirurgiche, è stato (e lo sarà per molto tempo) uno dei più famosi e ingegnosi ballerini della nostra epoca. Tuttavia, il famoso “passo alla Michael Jackson” (più correttamente conosciuto come “Moon Walk” ovvero “Camminata sulla Luna”) non è di sua invenzione, ma si ritiene debba essere attribuito al celebre mimo francese Marcel Marceau. Nessun dubbio sul fatto che MJ lo abbia perfezionato e reso ancora più spettacolare, aumentando l’illusione di una passeggiata in assenza di gravità.

Altrettanto spettacolare e conosciuto è stato quel movimento innaturale con cui si inclinava in modo spaventoso rispetto al pavimento; un “passo di danza” visto per la prima volta nel video di Smooth Criminal e successivamente realizzato anche live durante i suoi concerti.

Come riporta il blog di Appunti Digitali (www.appuntidigitali.it):
“..Per il video girato nel 1988 la cosa venne realizzata in maniera abbastanza artigianale, usando una serie di corde e sostegni; però, per la tournè live del 1992 si dovette ricorrere ad una soluzione differente per fare sembrare il tutto il più “naturale” possibile.
Michael Jackson realizzò e brevettò delle speciali scarpe in grado di “trasformarsi” e di ancorarsi al suolo (tramite appositi ganci fissati al palco), per poter così realizzare la famosa inclinazione che sorprese milioni di persone..”.





Qui una delle tante interpretazioni live di Smooth Criminal in cui Michael e il suo corpo di ballo realizzano il “movimento innaturale”. Scorrete il video a 3.50” e fate attenzione ai piedi del ballerino all’estrema destra.. ritornando in posizione eretta, una scarpa rimane agganciata al pavimento..svelato il trucco insomma ;)
Buona visione!



P.S. = Movimento innaturale, meglio conosciuto come "45° leaning" (grazie Chicchi!)